Listone Giordano: La nuova frontiera forestale

Listone Giordano ha intrapreso da tempo un percorso in direzione dell’utilizzo rispettoso e consapevole delle risorse forestali, che ha avuto come primi risultati il conseguimento delle certificazioni FSC e PEFC di catena di custodia per i propri siti produttivi, ovvero della capacità di controllo sulla provenienza delle materie prime e della tracciabilità lungo l’intero processo produttivo.
Un simile cammino, che ha già portato alla certificazione di tutte le specie europee, ha come nuova frontiera l’estensione dello stesso impegno in campo internazionale, per ampliare sempre più l’applicazione di questi principi anche ai legni di provenienza tropicale e garantire un prodotto ecosostenibile.

 

 

Per questo motivo Listone Giordano, oltre a cercare e valutare costantemente nuovi fornitori certificati e qualificati, ha deciso di esportare il proprio patrimonio di competenze nel campo della gestione forestale – acquisito in Francia nel corso di mezzo secolo di attività e consolidato in Italia attraverso l’esperienza pilota della riserva di Città della Pieve – a favore di paesi in via di sviluppo ove esistono i presupposti per intraprendere con successo investimenti di lungo periodo in campo ambientale.

www.listonegiordano.com

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Il giardino urbano

Il verde urbano e’ un elemento dell’ambiente costruito in fondamentale relazione con il paesaggio. La sua diffusione e’ considerata di fondamentale importanza ai fini del miglioramento della qualita’ della vita nelle citta’.

 

E’ pero’ necessaria una valutazione attenta di alcune delle sue caratteristiche, al fine di migliorare la sua funzione e di favorire le modalita’ della sua gestione, oltre che per consentire una razionale pianificazione degli interventi di estensione delle aree verdi.

In alcuni paesi, come quelli anglosassoni, la disciplina che interessa il verde urbano (urban foresty) e’ considerata talmente importante da essere sempre affiancata al piano urbanistico. Proprio in riferimento ai modelli culturali della sostenibilita’ delle aree urbane e al ruolo del verde dentro le citta’, si ha ora una significativa riscoperta anche di una agricoltura self-made (orti urbani) che fa parte integrante della cultura architettonica europea, con le cosiddetta citta’ giardino.

Inoltre si deve sottolineare anche l’importantissimo ruolo del verde dal punto di vista bioclimatico, visto che l’evapotraspirazione  prodotta dalle piante puo’ contribuire ad una sensibile mitigazione estiva delle aree urbane.

Il verde, anche nelle aree urbane, costituisce dunque un fondamentale elemento di presenza ecologica e ambientale, che contribuisce in modo sostanziale a mitigare gli effetti di degrado e gli impatti prodotti dalla presenza di edificazioni e dalle attivita’ dell’uomo.

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Costruire una casa in legno in 6 giorni

Ecco uno straordinario esempio di come si può costruire una casa estremamente performante, ben coibentata e antisismica, in soli 6 giorni.
Bentornata natura.

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Case in legno

Per legno strutturale si intende il legno usato per costruire gli edifici. Il legno e’ il piu’ antico materiale da costruzione utilizzato dall’uomo per la propria casa.
I prodotti e gli elementi costruttivi derivati dal legno, utilizzati nelle opere da costruzione, possono essere di vario tipo ma derivano tutti dalla sfogliatura e tranciatura del fusto di alberi di abete rosso, di pino, di larice, di castagno, che rappresentano le specie arboree piu’ utilizzate ai fini strutturali.

Assemblando gli elementi e’ possibile costruire il telaio portante di una unita’ abitativa o di un intero edificio. Inoltre e’ molto facile da lavorare perche’ puo’ essere agevolmente lavorato, tagliato e piallato.

Come tutti i materiali da costruzione, anche il legno strutturale e’ soggetto al rispetto delle normative tecniche vigenti in Italia, sia determinate a livello nazionale o recepite dalla Comunita’ Europea.

Le caratteristiche del legno strutturale sono che e’ sicuramente un materiale leggero, e’ resistente perche’ l’efficienza prestazionale del legno, ai fini strutturali, ha qualita’ simili all’acciaio. Inoltre e’ economico, perche’ il suo ciclo di produzione ottimizza l’uso di una risorsa naturale e di per se povera ma rinnovabile, offrendo elementi altrimenti non utilizzabili in natura e limitati solo dalle dimensioni di trasporto.

Il legno strutturale e’ anche affidabile (perche’ l’intero processo produttivo segue una prassi normata), innovativo (perche’ le tecniche di progettazione e lavorazione sono in continua evoluzione) ed infine e’ un materiale che viene selezionato anche sotto l’aspetto estetico, in tutta la sua naturalezza e quindi molto piacevole da vedere.

Altri vantaggi sono inoltre che e’ un buon isolante termico, elettrico e acustico, e’ un materiale igroscopico (capace di assorbire le variazioni di umidita’ dell’ambiente) ed e’ un materiale biodegradabile.

Inoltre, il legno ha una buona capacita’ di resistenza, di oscillazione e di elasticita’ che limita anche gli effetti delle onde sismiche. Dunque il legno e’ uno dei materiali da costruzione  piu’ richiesti perche’, oltre a creare un’atmosfera calda ed accogliente, soddisfa la voglia di una migliore qualita’ della vita.

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L’orto botanico

L’orto botanico e’ un ambiente naturale ricreato artificialmente che raccoglie una grande varieta’ di piante categorizzate per scopi scientifici e per l’educazione dei visitatori.

L’origine di complessi simili agli attuali orti botanici e’ discussa da diversi autori ma generalmente si fa risalire ai tempi antichi (gia’ nel Medioevo si diffuse la coltivazione di piante medicinali presso i monasteri e presso le scuole di medicina e farmacia).

Gli orti ed i giardini botanici in Italia sono oltre 25, quasi tutti appartenenti all’Universita’. I piu’ estesi ed importanti sono quelli di Napoli, Palermo e Roma; i piu’ antichi quelli di Padova, Firenze e Pisa.

Gli orti botanici sono diventati, nel corso degli anni, non solo luoghi di studio, di formazione scientifica e di didattica, ma anche luoghi di ricerca e di diffusione delle informazioni, nonche’ importanti centri di riferimento per attivita’ economiche e commerciali.

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Il green anche nell’architettura

La moda “green”, che si e’ allargata ormai a quasi ogni campo dell’attivita’ umana (alimentazione, architettura, design, urbanistica ecc), ha radici molto piu’ profonde di quanto si pensa. Infatti l’uomo, come specie, e’ cresciuto in unione completa e simbiotica con la natura.

Oggi lo stile di vita mobile, frenetico e virtuale ci ha fatto riscoprire la voglia di verde e di ritorno alle origini. Non si tratta ora di uscire dalla citta’ ma la vera sfida e’ portare la foresta in ogni angolo possibile dei luoghi dove abitiamo, uscendo dall’idea di giardino (visto come luogo chiuso, recintato e protetto) ma ampliando la nostra visione senza limiti e confini.

Ormai e’ scontato che il panorama in cui ci muove e’ concretamente internazionale, mondiale. La nuova attenzione e’ verso un paesaggio dove l’architettura e’ un servizio e il verde il nostro reale luogo dove abitare.L’agricoltura, l’alimentazione, il paesaggio, il design e l’abitare sono tutte discipline che ora piu’ che mai sono legate a un denominatore comune, che e’ appunto l’elemento vegetale.

E’ cambiata la percezione verso il verde che ora viene sentita come vitale e fondamentale. Infatti le citta’ costruite dopo gli anni cinquanta, non prevedevano molti spazi panoramici. Oggi invece la necessita’ di potenziare un rapporto armonico con la natura pone l’uomo a considerare di creare architetture di qualita’ e citta’ integrate nelle caratteristiche del proprio ambiente.

La sostenibilita’ nelle scelte e’ l’elemento che si pone oggi alla base di ogni progetto. Da qui la necessita’ di curare il verde nell’architettura delle citta’ per promuovere oltre al benessere materiale anche quello mentale e spirituale.

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L’utilita’ della bioplastica

La bioplastica e’ un tipo di plastica che deriva da materie prime rinnovabili oppure e’ biodegradabile (puo’ avere anche entrambe le proprieta’). Il tempo di decomposizione e’ qualche mese in compostaggio, contro i 1000 anni richiesti dalle materie plastiche sintetiche derivate dal petrolio.

Il progresso industriale ed economico si muove in direzione di avere obiettivi di sostenibilita’ senza pregiudizi per l’ambiente. E’ per questo che anche l’industria plastica si e’ impegnata negli ultimi anni per studiare formule e processi di sempre minor impatto ambientale.

Le bioplastiche attualmente sul mercato sono composte principalmente da farina o amido di mais, grano o altri cereali. Oltre ad essere biodegradabili, hanno il pregio di non rendere sterile il terreno sul quale vengono depositate.

 

 

 

 

La bioplastica, dopo l’uso, consente di ricavare concime fertilizzante dai prodotti realizzati, come biopiatti, bioposate, biobicchieri e di impiegarlo per l’agricoltura.

Dunque i vantaggi di un materiale biologico stanno sicuramente nell’essere una valida alternativa a riciclaggio e reimpiego senza compiti ulteriori per i consumatori (i rifiuti bio possono essere depositati tutti in discarica, data la loro rapida biodegradabilita’) inoltre offrono una decomposizione naturale in tempi molto brevi e sicuramente si hanno minori emissioni di fumi tossici nel caso di incerenimento; infine, come sopra ricordato, si ha una maggiore producibilita’ di concime in quanto si tratta di sostanze fertilizzante.

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Il co-housing: vivere e condividere

Il cohousing e’ una forma di abitazione alternativa. Piu’ articolato rispetto ad un tradizionale condominio, il social housing, abbina insieme l’autonomia di un’abitazione tutta per se’ con il vantaggio di condividere, con altre persone, parte degli spazi e dei servizi. E’ un concetto diverso rispetto a un eco-villaggio perche’ non richiede la condivisione profonda di un progetto comune di vita.

 

 

Questo fenomeno, nato in Scandinavia negli anni sessanta, si e’ diffuso poi in tutto il mondo e recentemente anche in Italia, soprattutto al Nord, a Milano, Torino, in Veneto e sull’appennino parmense. A Milano, per esempio, dentro un ex opificio, oggi vivono 32 famiglie in loft e mansarde. Torino e’ addirittura la citta’ italiana maggiormente impegnata nello sviluppo di questo progetto, fondato essenzialmente sulla volonta’ di realizzare realta’ abitative in cui le persone condividono obiettivi comuni, si frequentano, si aiutano reciprocamente (da giovani coppie, famiglie o anziani) pur mantenendo l’assoluta indipendenza del proprio spazio abitativo privato.

Di solito, alla base del cohousing prevale la voglia di lasciare alle spalle la citta’, unita a quella di riscoprire un modello sociale partecipativo e sostenibile. La coabitazione inoltre consente di risparmiare perche’ ciascuno mette a disposizione della comunita’ le proprie esperienze e capacita’.

Le comunita’ di cohouser sono amministrate direttamente dagli abitanti, che si occupano anche di organizzare i lavori di manutenzione e della gestione degli spazi comuni. Inoltre il design degli spazi facilita lo sviluppo dei rapporti di vicinato e incrementa il senso di appartenenza ad una comunita’.

La formula della condivisione, ultimamente, e’ molto apprezzata anche nel mondo del lavoro; il cosiddetto co-working permette infatti di abbattere i costi di affitto di un ufficio tradizionale (per i liberi professionisti, i creativi e i lavoratori saltuari), disponendo immediatamente di uno spazio attrezzato (scrivania, cassettiera, fax ecc) ovunque risulti necessario.

 

 

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Il 2011: l’anno delle foreste

Il 2011 e’ stato l’anno internazionale delle foreste e molti segnali positivi, soprattutto dalle aziende, esistono e sono evidenti. Secondo i dati forniti dal Global Forest Resource Assestament, le foreste mondiali coprono una superficie di quasi 4 miliardi di ettari, pari al 31% delle terre emerse.

A causa della deforestazione, ogni anno si perdono nel mondo circa 13 milioni di ettari di foreste. Pero’ per fortuna, questo dato e’ in diminuzione, grazie ai programmi di riforestazione di alcune zone e alla naturale espansione delle foreste esistenti.


L’importanza delle foreste e’ dovuta sicuramente al fatto che, oltre ad essere un patrimonio inestimabile per un paese, rappresentano luoghi meravigliosi da conoscere e da scoprire. Inoltre, le radici degli alberi trattengono il terreno impedendo di fatto le frane, le valanghe e l’erosione del suolo.

Le foreste, poi, mitigano le condizioni di eccessiva calura e siccita’ durante la stagione estiva, prevedendo altresi’ il rischio di incendi. Ad esempio le foreste di mangrovie possono ridurre l’impatto degli tsunami fino al 90%.

Molti paesi si sono dotati di leggi e di programmi di gestione forestale. A partire dal 2000 sono 76 i paesi che hanno redatto per la prima volta, o aggiornato, le proprie politiche forestali e 69 i paesi, principalmente in Europa e Africa, che dal 2005 ad oggi hanno promulgato o modificato la propria legislazione in materia.

Purtroppo una nascente minaccia per le foreste puo’ diventare lo sviluppo incontrollato delle coltivazioni usate per la produzione di bioenergia che, se non gestite responsabilmente, rischiano di diventare una pratica insostenibile per i polmoni verdi della terra.

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La bioarchitettura per una sana qualita’ della vita

La casa e’ lo spazio dove maggiormente devono essere salvaguardati la salute e il benessere dell’uomo. Una casa sana e’ dunque amica dell’uomo. Anche gli avvenimenti da poco accaduti in Toscana e Liguria ci fanno pensare, oggi piu’ che mai, che non si puo’ piu’ costruire senza tenere conto dell’ambiente circostante e del territorio che verra’ occupato. L’attenzione pero’, deve essere posta tanto sull’interno quanto sull’esterno di una casa. Ed e’ proprio di questo che si occupa la bioarchitettura (nuova branca dell’architettura) in quanto insieme di discipline atte a costruire edifici quanto piu’ possibile ecologici nel rispetto dell’ambiente e dell’uomo, nonche’ della sua salute psicofisica. Tale disciplina sta diventando sempre piu’ importante perche’, oltre alla necessita’ di una maggiore considerazione del territorio, ci si trova di fronte a dei cicli costruttivi oggi sempre piu’ dannosi per l’ambiente e per l’uomo. Le cause di questa pericolosita’ sono molteplici e vanno da un alto consumo energetico ad un altrettanto alto consumo del territorio che spesso va oltre le risorse disponibili.  Gli obiettivi fondamentali della bioarchitettura sono dunque: 1- ottimizzare il rapporto tra un edificio e il luogo in cui e’ inserito. 2- privilegiare il benessere psico-fisico dell’uomo, che va di pari passo con la qualita’ della vita, soprattutto in casa. 3- salvaguardare l’ambiente e l’ecosistema. 4- impiegare il piu’ possibile e in modo intelligente, le risorse derivanti dalla natura come acqua, clima e vegetazione. 5- causare meno emissioni dannose possibile. 6- impiegare molto le fonti energetiche rinnovabili come pannelli fotovoltaici o impianti eolici o  geotermici di piccola taglia. 7- installare impianti a risparmio energetico. 8- utilizzare materiali ecocompatibili, con lavorazioni ecologiche. Sicuramente uno dei temi piu’ dibattuti e’ quello della scelta dei materiali con cui costruire l’abitazione. Esistono prima di tutto criteri ecologici quali ad esempio la provenienza del materiale. Si tende di solito a privilegiare quello che provenga da zone limitrofe e soprattutto da coltivazioni (nel caso ad esempio del legno) certificate e rinnovabili. Alcuni materiali utilizzati nelle abitazioni comuni possono infatti essere radioattivi, emettere gas nocivi, essere tossici ed avere addirittura conseguenze negative sul clima.  Una curiosita’ infine puo’ riguardare il colore che non e’ solo un fattore estetico, ma e’ anche uno strumento per migliorare la nostra esistenza in ogni luogo in cui viviamo e abitiamo. E’ fondamentale infatti scegliere nei nostri luoghi i colori che noi amiamo perche’ ci faranno star bene con noi stessi e soprattutto in serenita’ con l’ambiente.

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